una topolina fa capolino da una casetta con due buchi, al riparo dalla pioggia

Slovenia · cantata in sloveno

Jaz sem mala miška

«Jaz sem mala miška» («Sono una topolina») è una canzone per bambini slovena le cui parole sono la poesia «Miška» del poeta di Maribor Slavko Jug (1934-1997): una topolina mostra la sua vecchia casetta con due buchi — il vento a uno, un gatto nero all'altro — e trotterella «škrap, škrap» per sfuggire alla pioggia sotto la gronda.

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Testo

Jaz sem mala miška, saj me vsak pozna. Moja stara hiška luknji dve ima. Skozi prvo luknjo veter se podi, a pri drugi luknji črn muc preži. Včasih dežek pada, mokro je povsod, jaz pa mala miška, grem na dolgo pot: škrap, škrap, škrap – grem z dežja pod kap.

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Traduzione italiana

Sono una topolina, tutti mi conoscono. La mia vecchia casetta ha due buchi. Dal primo buco si infila il vento, ma al secondo buco sta in agguato un gatto nero. A volte cade la pioggerella, è bagnato dappertutto, e io, topolina, parto per un lungo viaggio: gratta, gratta, gratta — scappo dalla pioggia sotto la gronda.

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Diritti

Il testo è di Slavko Jug ed è pubblicato con il permesso dell’autore sotto licenza CC BY-SA.

Jaz sem mala miška in breve

Paese di origine
🇸🇮 Slovenia
Cantata in
sloveno
Parole di
Slavko Jug
Prima attestazione
poesia «Miška» di Slavko Jug, pubblicata per la prima volta nella raccolta «Nasmejane črke» (1974); ristampata nell'albo illustrato «Počesane ribe» (2000)
Età consigliata
2–7
Atmosfera
gioco, tradizione
Ultimo aggiornamento
27 agosto 2026

Significato e origine

Questa è una canzone cantata ad altezza di topo. Una topolina si presenta — tutti la conoscono, dice — e mostra la sua casa, una vecchia casetta con esattamente due buchi. Ma ogni buco ha il suo pericolo: dal primo arriva di corsa il vento, e al secondo un gatto nero sta in agguato. È lo sguardo di una topolina su un mondo pieno di pericoli quotidiani, raccontato senza l’ombra della paura, e finisce di corsa: quando cade la pioggia e tutto è bagnato, lei parte per il suo lungo viaggio — škrap, škrap, škrap, il grattare delle zampette mentre sfreccia sotto la gronda.

Le parole non sono anonime. Sono la poesia «Miška» di Slavko Jug (1934-1997), poeta, traduttore, redattore e giornalista di Maribor, pubblicata per la prima volta nel 1974 nella sua raccolta Nasmejane črke («Lettere sorridenti»), ristampata nel 2000 nell’albo illustrato Počesane ribe («Pesci pettinati») e riprodotta su Wikisource in sloveno con il suo permesso scritto, con licenza Creative Commons. Cantando, i quattordici versi vengono spesso allungati in tre strofe e gli ultimi due ripetuti come ritornello, e molti dicono škrab invece dello škrap stampato; il testo qui segue la poesia pubblicata. La melodia è di Albin Weingerl (1923-2010), compositore e direttore di coro che dopo la guerra diresse la rivista per bambini Ciciban.

Domande frequenti

Di cosa parla «Jaz sem mala miška»?
Di una topolina che si presenta. Tutti la conoscono, dice, e la sua vecchia casetta ha due buchi: dal primo si infila il vento, e al secondo sta in agguato un gatto nero. A volte cade la pioggia e tutto è bagnato — e lei parte per un lungo viaggio, «škrap, škrap, škrap», via dalla pioggia al riparo sotto la gronda.
Che cosa significa «škrap, škrap»?
È il rumore delle zampette della topolina che grattano e trotterellano, diventato l'ultimo verso della poesia. «Grem z dežja pod kap» significa «scappo dalla pioggia al riparo sotto la gronda»: la topolina che corre a mettersi al coperto. La poesia pubblicata scrive «škrap»; molti cantano «škrab».
Chi ha scritto «Jaz sem mala miška»?
Le parole sono la poesia «Miška» («Topolina») di Slavko Jug (1934-1997), poeta, traduttore, redattore e giornalista di Maribor. Uscì per la prima volta nella sua raccolta di poesie per bambini «Nasmejane črke» («Lettere sorridenti», Državna založba Slovenije, 1974), fu ristampata nel suo albo illustrato «Počesane ribe» («Pesci pettinati», Mladinska knjiga, 2000, illustrazioni di Silvan Omerzu) ed è riprodotta su Wikisource in sloveno con il permesso scritto dell'autore, con licenza Creative Commons BY-SA 3.0. La melodia è del compositore Albin Weingerl (1923-2010).

Fonti