un monaco assonnato e le campane del mattino che ha dimenticato di suonare

Francia · cantata in sloveno

Mojster Jaka

«Mojster Jaka» è la versione slovena del canone francese «Frère Jacques»: il frate addormentato è diventato un mastro artigiano a cui si chiede se dorme già e se non sente la campana, cantato sulla stessa melodia in quattro frasi, che funziona come canone esattamente come l’originale.

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Testo

Mojster Jaka, mojster Jaka, al' že spiš, al' že spiš? Al' ne slišiš zvona? Al' ne slišiš zvona? Bim, bam, bom. Bim, bam, bom.

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Traduzione italiana

Mastro Jaka, mastro Jaka, dormi già? Dormi già? Non senti la campana? Non senti la campana? Bim, bam, bom. Bim, bam, bom.

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Mojster Jaka in breve

Paese di origine
🇫🇷 Francia
Cantata in
sloveno
Versione di
Frère Jacques
Parole di
Tradizionale
Prima attestazione
testo sloveno non datato; l’originale francese risale al 1780 circa
Età consigliata
2–8
Atmosfera
gioco, tradizione
Ultimo aggiornamento
26 agosto 2026

Come si canta

  1. Insegnate prima a tutti l’intera melodia: quattro frasi brevi, ognuna cantata due volte.
  2. Dividetevi in due gruppi. Il primo comincia; il secondo aspetta che il primo arrivi a «al' že spiš?» e poi riparte dall’inizio.
  3. Suonate una campana immaginaria su «bim, bam, bom»: tiene tutti i gruppi a tempo.
  4. Accordatevi su una fine prima di cominciare, altrimenti non finisce mai: di solito ogni gruppo si ferma dopo aver cantato tutta la canzone due volte.

Significato e origine

Anche i bambini sloveni cantano il frate assonnato di Frère Jacques — solo che in sloveno non è affatto un frate. Mojster è un mastro artigiano, e Jaka è la forma breve, di tutti i giorni, di Jakob. Il nome è sopravvissuto al viaggio dal francese; il monastero no. Resta un lavoratore che ha dormito attraverso la campana che doveva svegliarlo, e un cantore alla sua porta che gli chiede, due volte, se davvero non la sente.

Il testo segue quello francese frase per frase. Al’ že spiš? risponde a Dormez-vous?; Al’ ne slišiš zvona? sta al posto di Sonnez les matines!, anche se la versione slovena non gli dice di suonare lui stesso: gli chiede solo se la sente. E la campana ha cambiato voce: il ding, ding, dong francese è diventato bim, bam, bom, che è come suonano le campane in sloveno. Un dettaglio piccolo, ma è proprio questo a far sembrare una canzone tradotta di casa e non presa in prestito.

Nessuno è indicato come autore del testo sloveno, e nessuna delle fonti consultate per questa pagina dice quando sia stato scritto. Non è insolito per la versione di una canzone il cui originale francese non ha a sua volta un autore accertato, attestato per la prima volta in un manoscritto del 1780 circa. L’unica cosa certa è che la melodia è arrivata intatta, e con lei il suo trucco migliore: poiché le quattro frasi condividono una sola armonia, la canzone si può cantare in canone, e ogni nuovo gruppo entra quando il precedente arriva a al’ že spiš? Una scuola primaria di Velenje l’ha scelta per un progetto internazionale proprio perché la stessa canzone esiste in sloveno, inglese e francese: tre classi, un canone.

Domande frequenti

Che cosa significa Mojster Jaka?
«Mastro Jaka». Un mojster è un mastro artigiano, e Jaka è il comune diminutivo sloveno di Jakob — lo stesso nome del francese Jacques. Il testo sloveno tiene il nome ma cambia l’uomo: il frate di «Frère Jacques» è diventato un artigiano che ha dormito troppo, e la campana del mattutino è semplicemente «la campana».
Mojster Jaka è la stessa canzone di Frère Jacques?
Sì. È la versione slovena del canone francese «Frère Jacques»: la stessa melodia, le stesse quattro frasi e la stessa battuta su qualcuno che dorme mentre suona la campana. Chi abbia scritto il testo sloveno, e quando, non risulta dalle fonti consultate per questa pagina.
Si dice «al' že spiš» o «al' še spiš»?
Si cantano entrambe. «Al' že spiš?» chiede «dormi già?», «al' še spiš?» chiede «dormi ancora?»; le raccolte stampate differiscono ed entrambe stanno nella melodia. Qui si dà la forma con «že», come la stampa Mama Lisa's World.
Mojster Jaka si può cantare in canone?
Sì, esattamente come l’originale francese. Le quattro frasi poggiano sulla stessa armonia, così un secondo gruppo può ripartire dall’inizio quando il primo arriva a «al' že spiš?», e un terzo e un quarto possono seguire alla stessa distanza.

Fonti