un passerotto rannicchiato da solo su un ramo, in attesa della mamma

Slovenia · cantata in sloveno

Vrabček čaka mamico

«Vrabček čaka mamico» («Il passerotto aspetta la mamma») è una breve poesia per bambini della poetessa slovena Neža Maurer (1930–2025) su un passerotto rannicchiato su un ramo che aspetta la mamma, andata a prendere il miglio — ma si è fermata a chiacchierare e se l'è mangiato tutto lei; le fonti la stampano come poesia e non indicano alcuna melodia.

▶ Guarda su YouTube

Apre in una nuova scheda una ricerca su YouTube per questa canzone — nulla viene riprodotto in questa pagina.

Testo

Vrabček čaka mamico, stiska se ob vejo. Mama po proso je šla tja za živo mejo.

#

Pa je vrabce srečala, dolgo klepetala, vse proso za sineka sama pozobala.

#

Traduzione inglese

The little sparrow waits for mummy, huddling against the branch. Mummy went for millet off beyond the hedge. But she met some sparrows, chattered a long, long while, and all the millet meant for her son she pecked up herself.

#

Diritti

Il testo è di Neža Maurer ed è pubblicato con il permesso dell’autore sotto licenza CC BY-SA.

Vrabček čaka mamico in breve

Paese di origine
🇸🇮 Slovenia
Cantata in
sloveno
Parole di
Neža Maurer
Prima attestazione
poesia di Neža Maurer (22 dicembre 1930 – 20 aprile 2025); raccolta nell'antologia Sončnica na rami (Mladinska knjiga, 2016)
Età consigliata
2–7
Atmosfera
calma
Ultimo aggiornamento
27 agosto 2026

Significato e origine

Questa è una delle poesiole più malinconiche della stanza dei bambini slovena, e funziona per sottrazione. Un passerotto si rannicchia contro un ramo e aspetta, mentre la sua mamma è volata di là dalla siepe per portargli un po’ di miglio. È un’immagine di piccola pazienza: il piccolo lasciato indietro, fiducioso che la mamma tornerà con qualcosa di buono.

E poi, con delicatezza, quella fiducia viene delusa: la mamma incontra altri passeri, si mette a chiacchierare per un bel po’ e finisce col becchettare da sola tutto il miglio — il miglio destinato al suo piccolo. La poesia non rimprovera e non drammatizza; racconta semplicemente quel che è successo e lascia che la piccola tristezza si posi. Quella sofferenza sommessa — una promessa non del tutto mantenuta, un piccolo che aspetta ancora — è proprio il tono del canto popolare, e qui è raccontata esattamente alla misura di un bambino.

Il testo però non è materiale popolare né, per quanto abbiamo potuto accertare, una canzone: entrambe le fonti lo presentano come poesia e non indicano alcuna melodia. L’ha scritto Neža Maurer, nata il 22 dicembre 1930 a Podvin presso Polzela e morta il 20 aprile 2025 a 94 anni; RTV Slovenija scrisse quel giorno che le sue poesie avevano «toccato quasi tutti noi che viviamo in Slovenia». Il testo compare nell’antologia Sončnica na rami pubblicata da Mladinska knjiga nel 2016, e Wikivir lo pubblica con il suo permesso scritto sotto licenza Creative Commons BY-SA 3.0 — ed è per questo che può essere riportato qui per intero.

Domande frequenti

Di che cosa parla «Vrabček čaka mamico»?
Di un passerotto che aspetta. Si rannicchia contro un ramo e attende la mamma, volata di là dalla siepe a prendere il miglio. Ma lei incontra altri passeri, chiacchiera a lungo — e becchetta da sola tutto il miglio destinato al suo piccolo. Una storiella dolcemente triste.
«Vrabček čaka mamico» è una canzone o una poesia?
Una poesia. Le due fonti che abbiamo reperito — Wikivir e il sito letterario Ventilator besed, che la riprende dall'antologia «Sončnica na rami» del 2016 — la presentano come poesia di Neža Maurer e non indicano né compositore né melodia. Non abbiamo trovato alcuna versione musicata pubblicata, per cui compare qui come poesia da leggere o recitare, non come ninna nanna con una melodia nota.
Chi ha scritto «Vrabček čaka mamico»?
La poetessa slovena Neža Maurer, che scrisse moltissimo per i bambini. Nata il 22 dicembre 1930 a Podvin presso Polzela, è morta il 20 aprile 2025 a 94 anni, come riferì quel giorno RTV Slovenija. Wikivir pubblica il testo con il suo permesso scritto sotto licenza Creative Commons BY-SA 3.0.

Fonti