
Testo
Naš mucek je ljub'co imel, ponoči k njej v vas je odšel, prišel je domov ves zaspan, ko mežnar odzvonil je dan.
#Zbolela je ljub'ca hudo, kaj če več zdrava ne bo, naš mucej je jokat začel, nobene več miške ni ujel.
#Ko pa mu vzame jo smrt, okoli se plazi potrt, življenje sovražit začne, v soboto obesil se je.
#V nedeljo na vrvi visi, tam mimo gre mnogo ljudi, pri sebi pa misli si vsak, da mucek je bil en bedak.
#To zgodbo v eksemplar povem brezskrbnim ta mladim ljudem, če vam življenja je mar, zaljubit' se nikdar nikar.
#Traduzione italiana
Il nostro gatto aveva un'innamorata, di notte andava da lei in paese, e tornava a casa tutto assonnato quando il sagrestano suonava il giorno. La sua innamorata si ammalò gravemente — e se non guarisse più? — il nostro gatto si mise a piangere e non prese più nemmeno un topolino. E quando la morte gliela portò via, si trascinò in giro, distrutto, cominciò a odiare la sua vita e di sabato si impiccò. La domenica pende dalla corda, molta gente passa di lì, e ognuno pensa fra sé che il gatto è stato uno sciocco. Racconto questa storia come esempio ai giovani spensierati: se avete cara la vostra vita, non innamoratevi mai e poi mai.
#Naš mucek in breve
- Paese di origine
- 🇸🇮 Slovenia
- Cantata in
- sloveno
- Parole di
- Simon Jenko
- Prima attestazione
- poesia «Naš maček» di Simon Jenko (1835–1869); cantata anche come canzone popolare
- Età consigliata
- 2–7
- Atmosfera
- tradizione
- Ultimo aggiornamento
- 27 agosto 2026
Significato e origine
Una parola di avvertimento prima di questa: nonostante il titolo rassicurante, «Naš mucek» non è una dolce canzone per bambini. È un pezzo di umorismo nero — una canzone popolare finto-tragica, di quelle che si cantano fra ragazzi più grandi e adulti per la loro ironia truce — e parla di lutto e di suicidio. Un gatto si innamora e corteggia la sua bella di notte; quando lei si ammala e muore, lui è distrutto, smette di prendere topi, comincia a odiare la propria vita e si impicca, dopodiché i passanti lo liquidano come uno sciocco. Si chiude con una «morale» deliberatamente assurda: se tieni alla tua vita, non innamorarti mai.
Appartiene a un’antica tradizione di canzoni cupamente comiche e finte ammonitrici, in cui la sventura esagerata è giocata come umorismo da patibolo più che come vera disperazione: è il buio a fare la battuta. La includiamo perché faceva parte della raccolta e questo progetto vuole presentare il materiale con onestà, angoli oscuri compresi, anziché lasciarla fuori in silenzio; ma è segnalata apertamente per quello che è, ed è meglio riservarla agli ascoltatori più grandi, capaci di coglierne l’ironia. Il testo è la poesia «Naš maček» del poeta sloveno Simon Jenko (1835–1869), ma la canzone è scivolata da tempo nella tradizione orale e viene spesso raccolta semplicemente come ljudska, popolare: un contrappunto sardonico e morboso a tutte le tenere canzoni di animali che la circondano.
Domande frequenti
- Di che cosa parla «Naš mucek» — ed è adatta ai bambini piccoli?
- È una canzone popolare cupa e ironica, e davvero non una canzone per bambini piccoli. Un gatto si innamora e va a corteggiare di notte; quando la sua amata si ammala e muore, lui è distrutto dal dolore, comincia a odiare la vita e si toglie la vita; i passanti lo chiamano sciocco. Finisce con una «morale» beffarda: se tieni alla tua vita, non innamorarti mai. È umorismo nero — un racconto finto-tragico cantato per la sua comicità truce, di solito fra ragazzi più grandi e adulti, non una tenera filastrocca.
- Perché includere una canzone così cupa?
- Perché faceva parte della raccolta ereditata, e questo progetto vuole presentare il materiale con onestà anziché scartarne in silenzio gli angoli più oscuri. Ma è segnalata chiaramente per quello che è: una canzone macabra e satirica sul lutto e sul suicidio, da riservare agli ascoltatori più grandi e da intendere come umorismo da patibolo.
- Chi ha scritto «Naš mucek»?
- Wikisource la pubblica come «Naš maček», poesia del poeta sloveno Simon Jenko (1835–1869). Da tempo circola anche come canzone popolare, e le raccolte slovene di canti popolari la classificano come «ljudska» — anonima —, che è come la conoscono molti cantori.


